Il tartufo appartiene alla famiglia dei funghi, ma, contrariamente ai suoi fratelli, cresce e vive sottoterra vicino alle radici delle piante, in particolare di querce, pioppi, roveri o tigli.

Il tartufo è legato a una lunga tradizione gastronomica. Il suo fascino nasce dal profumo, dalla stagionalità e dall’incontro con il territorio: caratteristiche che rendono ogni assaggio diverso.

 

GUSTARE AL MEGLIO IL TARTUFO FRESCO
Quando il tartufo fresco entra nelle nostre ricette, inevitabilmente ne diventa il

tartufo fresco affettato con un mandolina sopra un piatto di fettuccine

protagonista: per valorizzarlo bisogna fare attenzione a ogni singolo particolare, dal modo in cui lo affettiamo alla scelta degli ingredienti a cui vogliamo abbinarlo.

Prima di iniziare a cucinare dobbiamo ricordarci alcuni piccoli trucchetti per non

rovinare il nostro ingrediente principale. Il tartufo fresco va usato sempre a temperatura ambiente, quindi se lo stai conservando in frigo dovresti toglierlo minimo mezz’ora prima. Quando lavi il tartufo non usare troppa acqua poiché la sua superficie è porosa e assorbirebbe troppo liquido: ogni tipologia di tartufo ha una porosità diversa: al momento dell’acquisto fatti consigliare dal fornitore il metodo migliore per pulire i tuoi tartufi.

Il modo di tagliare il tartufo cambia il risultato nel piatto. Il nero può essere affettato o grattugiato e si presta anche a preparazioni calde, secondo la varietà. Il bianco si valorizza soprattutto a crudo, in lamelle sottili aggiunte al momento di servire. Per ottenere un taglio regolare, usa un affettatartufi.


 

 

IL GUSTO DEL TARTUFO, CON EQUILIBRIO
Il tartufo dà carattere anche alle preparazioni più semplici. Per valorizzarlo, scegli gli abbinamenti in funzione della varietà e del piatto che vuoi preparare.

  • Pasta e riso: una base delicata lascia spazio al profumo del tartufo.
  • Uova: un abbinamento da esplorare con pochi ingredienti.
  • Pane tostato: una consistenza croccante per un assaggio informale.
  • Patate: una base versatile per contorni e piccoli antipasti.
  • Il tocco finale: assaggia e dosa gradualmente, cercando l’equilibrio con gli altri sapori.

 

COME CONSERVARE IL TARTUFO FRESCO IN FRIGORIFERO?
Una volta acquistato il tartufo prima lo si usa meglio è perché con un piccolo sbalzo di temperatura o un’umidità eccessiva potrebbe deperire. Puoi comunque conservare il tartufo in frigorifero per pochi giorni: lavalo accuratamente, asciugalo bene, avvolgilo nella carta assorbente, ricordandoti di cambiarla spesso per evitare che si inumidisca troppo, e successivamente inseriscilo in un contenitore ermetico. Puoi conservarlo per 4/6 giorni.

Congelare il tartufo: se sai che non riuscirai a consumarlo entro pochi giorni, puoi congelarlo (lavato) avvolto nella pellicola trasparente o in una busta ermetica.

Ricorda inoltre che se dovessero avanzare piccole quantità di tartufo durante una preparazione, potrai sempre utilizzarlo per dar vita a un delizioso burro al tartufo, perfetto per arricchire i tuoi piatti in modo facile e veloce. Per prepararlo ti basterà ammorbidire un po’ di burro e schiacciarlo in modo da ottenere una crema, successivamente grattugia il tartufo all’interno della crema, mescola per bene in modo da avere un composto omogeneo e riponi il tutto in un contenitore con chiusura ermetica e conservalo in frigorifero per 3/4 giorni.

Scegli il tartufo fresco in funzione della stagione e del piatto che desideri preparare. Se hai dubbi sulla varietà o sull’utilizzo, contattaci: ti aiuteremo a orientarti.

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